C’è maretta tra i 5 stelle

Cinque Stelle, Grillo e Conte

Per il Movimento 5 stelle siamo giunti alle comiche finali con Beppe Grillo da un lato e Giuseppe Conte dall’altro. Dapprima era separati in casa covando dissapori che la base del partito non poteva neanche immaginare, ma poi quando i rapporti sia umani che professionali si sono incrinati sono usciti allo scoperto.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è sicuramente quello che ha svelato Bruno Vespa nell’ultimo libro. Infatti, il presentatore di Porta a porta, in Hitler e Mussolini. L’idillio fatale che sconvolse il mondo (e il ruolo centrale dell’Italia nella nuova Europa), ha affermato che il Presidente dei Cinque stelle ha interrotto il contratto di consulenza con il comico genovese di trecentomila euro all’anno. Un affronto che l’ex garante non ha preso certamente bene e che in uno dei recenti video, appellando Conte come “il Mago di Oz”, in qualità di fondatore del movimento rivendica l’estinzione del partito.

Grillo potrà piacere o no, ma come ha detto Marco Travaglio ad Accordi e Disaccordi, non spetta a lui quella decisione, ma agli elettori e ai sostenitori, proprio perché lo strumento principale che lo ha mantenuto il movimento in vita è stato quello della democrazia diretta.

Un campanello d’allarme ha già suonato alle scorse europee, quando il partito ha dovuto accontentarsi di un discreto 9,98 %, molto lontano da quel famosissimo 32% del 2018. Per riportarlo ai fasti di un tempo per qualcuno sarebbe bastato un rimpasto o la sostituzione di Conte. Invece Grillo, puntando sui vecchi mantra, come il limite a due mandati, lo ha fatto affossare ancora di più. Non ha saputo inculcare negli elettori, che ormai erano nauseati da tutte le promesse iniziali infrante o dal fatto che personaggi come Di Maio, avevano usato il loro ruolo di spicco per crearsi poi una verginità politica o personaggi passate alle fila del nemico che tanto deploravano, non ha saputo riaccendere l’interesse iniziale. Infatti alle ultime elezioni ligure i 5 stelle hanno ottenuto un misero 4,6%. Se non si è ancora arrivati all’Armageddon finale, ci manca poco.

Si dirà un conto sono le idee e un conto sono gli uomini. Diceva Andreotti che il “potere logora chi non ce l’ha” ed è per questo che chi entra in contato con chi conta, lo fa per soldi, per prestigio, per carriera, e tanti sono stati i partiti che si sono presentati come nuovi o diversi da quelli già presenti, peccato che poi, puntualmente, tutti poi sono inciampati inevitabilmente nella solita e torbida routine.

La debacle parte da lontano, segnaliamo qui alcune antiche battaglie che il partito ha dovuto rimangiarsi poco alla volta. Alla faccia dell’onesta e alla coerenza.

Il M5S partì come movimento anticasta, contro i partiti, contro l’Europa. Chi si ricorda il firma day lanciato da Di Maio per liberare il Sud e per prendere le firme per il referendum contro l’euro?

Probabilmente nessuno perché appena si è annusata l’aria del potere, i grillini non hanno avuto il coraggio di remare contro.

Sulla TAV, Grillo e il partito avevano fatto post e video contro un’opera costosissima e dannosa per l’ambiente, ma poi alle parole non sono seguiti i fatti, perché tutt’ora il cantiere della futura Torino-Lione è ancora attivo e soltanto la COVID-19 ne ha rallentato i lavori.

Sulle spese militari, chi si ricorda la battaglia contro gli F-35? Ebbene, giunti al potere, il sottosegretario alla difesa dell’epoca, Angelo Tofalo, ha dovuto ammettere che la tecnologia degli aerei americani è la migliore al mondo e pertanto il contratto era irrinunciabile. 

In tutto questo turbinio di diatribe l’unica cosa certa è che non dobbiamo credere di poter afferrare la luna nel pozzo che ci viene offerta da chi vuole ingannarci con promesse illusorie.

Link alla foto: https://www.unita.it/2024/08/20/movimento-5-stelle-grillo-guerra-contro-conte-simbolo-nome-secondo-mandato-non-negoziabili/

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