Giulia Ferrante
I murales sono ritenuti erroneamente una forma d’arte piuttosto moderna. In realtà, le loro origini sono radicate nella storia e nelle tradizioni di diverse culture.
Il termine “murale” deriva dal sostantivo spagnolo “mural”, che significa parete. Gli affreschi egiziani e le pitture murali pompeiane possono essere considerati gli antenati di questa forma d’espressione artistica, che vede la sua moderna evoluzione nella street art contemporanea.
Nel ventesimo secolo nasce il movimento muralista in Messico durante la Rivoluzione Messicana, dove emergono artisti rilevanti come Diego Rivera e Frida Kahlo, i quali hanno contribuito alla diffusione dei murales moderni, creando grandi opere murali in tutta l’America Latina. I disegni permettono di calarsi immediatamente all’interno della cultura del posto, ed è così che Rivera interpretò questa forma d’arte: rappresentando gli episodi salienti della storia del suo Paese all’interno del Palacio Nacional, il palazzo presidenziale del Messico.
Pertanto, la pratica di dipingere murales viene declinata in ogni epoca, e interpretata in maniera differente in ogni contesto storico. Anche oggi, la street art viene utilizzata come mezzo per raccontare la storia locale, nonché come segno di protesta e veicolo di rigenerazione urbana.
Infatti, nelle grandi città italiane come Napoli, Roma, Genova, Torino, Milano, negli ultimi anni la street art ha acquisito un notevole valore sociale, in quanto non più qualificata come atto vandalico, bensì come veicolo di messaggi positivi e democratici. In particolare, la città di Napoli è stata oggetto di un’importante opera di riqualificazione urbana, dove i murales sono diventati una vera e propria attrazione per i turisti, ma non solo. Gli stessi, infatti, soprattutto in zone della città considerate più difficili, come il Rione Sanità, Quartieri Spagnoli, San Giovanni a Teduccio, hanno contribuito alla valorizzazione del territorio. I murales napoletani più celebri sono stati spesso finanziati dai cittadini stessi, e molti di essi sono stati realizzati da artisti celebri come Banksy e Jorit, i quali hanno reso omaggio ai volti partenopei più noti come Totò, Maradona, Massimo Troisi, Pino Daniele.
In particolare, Jorit è diventato noto per i suoi volti presenti in diversi quartieri della città, come il quartiere di Forcella o Ponticelli. L’artista ha spiegato la sua scelta di rappresentare volti affermando che “Il volto è l’elemento che più ci caratterizza e più ci emoziona e sono sicuro che è proprio questo il motivo per cui mi sono avvicinato alla sua raffigurazione – è questo il motivo che mi ha spinto ad analizzarlo in tutte le persone che ho avuto modo di incontrare nel mondo.” (Fonte: ttps://www.espressonapoletano.it/le-facce-parlanti-di-napoli-la-street-art-di-jorit-agoch/).
Jorit ha reso omaggio a coloro che hanno reso celebre la città di Napoli nel mondo, come il patrono della città, San Gennaro, o Maradona, ma non solo. Infatti, l’artista ha rappresentato anche personalità di spicco come Martin Luther King, nonché persone comuni come nel celebre murales “la bambina di Ponticelli” che rappresenta un viso di bambina su una parete di un palazzo per commemorare le vittime dell’incendio avvenuto nel campo Rom di Ponticelli. Il titolo dell’opera dell’artista è “Ael. Tutt’ egual song’ e creature”: i bambini sono tutti uguali, da una canzone di Enzo Avitabile , il nome «Ael», invece significa colei che guarda il cielo in lingua romanì. Un’opera d’arte enorme (sia per dimensioni – ben 20 metri- che per valenza simbolica) che e funge da monito per la società affinché la diversità culturale venga valorizzata e rispettata in ogni contesto sociale.

La street art è la dimostrazione che l’arte è uno degli strumenti più efficace per diffondere messaggi, per superare i pregiudizi e per raccontare il territorio in ogni sua forma. Difatti, come afferma Banksy “i graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre, e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate.”
foto del murales del Corriere del Mezzogiorno http://www.parcodeimurales.it/arte/archivio-opere/ael-tuttegual-songe-criature/
foto in copertina: https://gotravelandsmile.com/10-murales-famosi-a-napoli/