Forum dei giovani di Napoli: la legalità come unica strada

In occasione della XXX giornata di Memoria e Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie abbiamo deciso di incontrare Marco Cavaliere, presidente del Forum dei Giovani di Napoli.

Il 21 marzo rappresenta un momento di riflessione, di approfondimento e di incontro. Il forum dei giovani di Napoli come si è preparato a questa giornata?

Prima di rispondere alla domanda, è mio dovere chiarire cosa è il Forum dei Giovani. Stiamo parlando di un’Istituzione del comune di Napoli fortemente voluta dall’amministrazione Manfredi e in particolar modo dall’Assessora al lavoro e alle politiche giovanili Chiara Marciani, che permette a ragazze e ragazzi di età compresa tra i 16 e i 34 anni di età di candidarsi alla carica di consigliere del Forum, formandone quindi l’Assemblea, per poter incidere nella vita politica cittadina. Il Forum è un’assemblea consultiva che si occupa di politiche giovanili, può approvare internamente delle proposte che, per avere validità, devono essere approvate dal consiglio comunale.

Per quanto riguarda i temi legati alla giornata del 21 marzo, come Forum abbiamo organizzato, in collaborazione con l’associazione “I ragazzi di via D’Amelio” (https://www.iragazzidiviadamelio.com/), le giornate della legalità dove siamo andati nelle scuole medie e superiori di Napoli per parlare di antimafia e legalità, raccogliendo molti spunti interessanti da parte delle studentesse e degli studenti. Ovviamente continueremo sempre a organizzare giornate di confronto su questi temi nelle scuole.

Tra gli strumenti utili per fronteggiare le mafie, qual è secondo te quello che secondo te può essere più efficace soprattutto per evitare che i giovani scelgano la strada sbagliata?

La formazione scolastica è essenziale per combattere le mafie: reintrodurre nelle scuole l’insegnamento dell’educazione civica con un insegnante abilitato è fondamentale. Inoltre, dobbiamo essere capaci di creare lavoro perché in sua assenza la possibilità che i giovani si avvicinino e scelgano la criminalità è molto più alta. Il messaggio forte e chiaro che le Istituzioni devono lanciare a questi giovani che vedono nella criminalità organizzata un qualcosa di attrattivo è che la criminalità è la deviazione dal percorso, la legalità è la via maestra.

C’è una storia di una vittima innocente a cui sei più legato?

Sì, la storia di Gelsomina Verde. Lei era una ragazza di Napoli che viveva nel quartiere di Secondigliano, era una ragazza che non voleva avvicinarsi al mondo criminale e che per tale motivo decise di prendere le distanze dal suo fidanzato, tale Gennaro Notturno che, diversamente, era finito nel vortice criminale dei Di Lauro. Durante la faida di camorra tra i Di Lauro e gli scissionisti, questo ragazzo, però, decise di passare alla fazione degli scissionisti e i Di Lauro, di conseguenza, decisero che doveva essere punito. Sapendo che Gelsomina fosse la sua ex ragazza, la rapirono per cercare di estorcerle informazioni circa il suo ex ragazzo, ma lei non sapeva dove si trovasse il suo ex. Il clan fu brutale: la torturò, la uccise con tre colpi di pistola alla testa e bruciò il cadavere. Gelsomina era una ragazza di 22 anni e il suo esempio di onestà e di coraggio ha segnato profondamente le coscienze di tutti.

Quanto è importante parlare nelle scuole e nelle università della criminalità in tutte le sue forme?

Andare nelle scuole è fondamentale perché i giovani sono molto attivi su questi temi, sono interessati, fanno domande perché vogliono soddisfare le proprie curiosità su questo tema. L’episodio che mi ha colpito di più è avvenuto alla scuola media “Giovanni Falcone” a Pianura, dove le studentesse e gli studenti, chi con un intervento davanti alla platea studentesca, chi ha preferito confidarsi privatamente con noi, ci hanno parlato delle dinamiche della criminalità cui hanno assistito nel loro quartiere e hanno manifestato la volontà di distanziarsi dal modello criminale. Stiamo parlando di ragazze e ragazzi molto giovani, che preso contezza di cosa sia la camorra, scelgono di voler stare lontani da questo modello. È da loro che dobbiamo ripartire.

Che valore ha la verità in uno Stato che desidera definirsi democratico?

La verità ha un valore assoluto, è linfa della democrazia, soprattutto se parliamo di uno Stato come l’Italia in cui buona parte della storia della sua seconda metà del Novecento è ancora avvolta da dubbi e incertezze.

Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner