AREA NORD, PISTE CICLABILI NON PERVENUTE

In periodo di elezioni tanti volti e tante promesse emergono su ogni facciata delle nostre città. Nuove e vecchie facce pronte a mettercela tutta per ispirarci fiducia affinché possano, attraverso il nostro voto, occupare una poltrona al comune.
Ad elezioni finite però, promesse e impegni sfumano già via, insieme alla consapevolezza che il popolo ha una memoria sempre più breve.
Le istituzioni dell’area Nord di Napoli però, spariscono anche in merito all’argomento piste ciclabili e viabilità verde. Difficile rintracciare un sindaco a cui porre qualche domanda, molteplici i candidati invece pronti ad esprimere la loro opinione.
In una complessa maschera istituzionale, siamo andati a cercare i rappresentanti di istituzioni sincere che potessero far luce su una questione importante: perché l’Area Nord di Napoli, la più cementificata d’Europa, non investe nelle piste ciclabili?

Apriamo un dibattito su sostenibilità, disuguaglianze sociali e futuro del territorio con Pasqualino Costanzo, membro della realtà territoriale di Cantiere Giovani.

Qual è l’impegno di Cantiere Giovani per il territorio?

“Cantiere Giovani è una realtà che si occupa dell’intera Area Nord di Napoli da sempre impegnata in progetti per lo sviluppo locale. Abbiamo fondato la CSL (rete coordinamento per lo sviluppo locale) per portare avanti progetti specifici di sostenibilità ambientale, che ha coinvolto cinquanta associazioni e tredici comuni.
Stiamo portando avanti questo lavoro perché nessun piano passato, presente o futuro dei comuni dell’Area Nord risponde al problema dell’insostenibilità dello sviluppo a cui stanno assistendo le nostre città. I vari amministratori dei comuni non hanno mai pensato ad un piano a lungo termine per garantire davvero un miglioramento della viabilità, ma portano avanti progetti inutili che non contribuiscono davvero alla crescita del territorio.

Come l’assenza di piste ciclabili influisce sulla sicurezza stradale, in particolare per le fasce più svantaggiate della popolazione?

“L’assenza di piste ciclabili pone intere fasce di popolazione più a rischio se parliamo di sicurezza stradale. Moltissimi immigrati si recano nei posti di lavoro con le biciclette in strade ad alta percorrenza di auto e non adatte alla presenza di ciclisti. Ci sono anche gli anziani, che per svariati motivi non possono guidare ooancora gli studenti non ancora in possesso di una patente.
Insomma, la bicicletta è sì una scelta ecologica, ma per molti è l’unica scelta possibile, e proprio per queste categorie di persone la sicurezza è messa costantemente a rischio.

Quali iniziative sono state proposte o intraprese per migliorare la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale per tutti i cittadini, inclusi i migranti, nella provincia di Napoli?

Cantiere Giovani, insieme alla rete CSL, ha proposto cinque anni fa alla città metropolitana di Napoli un progetto di pista ciclo-pedonale che avrebbe unito otto comuni dell’Area Nord.
Il progetto riguardava la costruzione di questa pista ciclo-pedonale realizzata con materiali di riciclo provenienti dall’Olanda che di notte si sarebbero illuminate di blu.
Il progetto era stato presentato al Consiglio Europeo e riconosciuto come innovativo ma i comuni dell’Area Nord non hanno appoggiato l’iniziativa, rendendone impossibile la realizzazione.
Dovremmo iniziare a sviluppare discorsi e alternative ciclo-pedonali, perché nel territorio dell’Area Nord ci sono spesso strade inaccessibili ai pedoni a causa dell’assenza di marciapiedi.
Ad esempio la rotonda che collega Arzano e Napoli, impossibile da percorrere a piedi, così come tutte le strade che collegano un comune all’altro. Viviamo in periferie abbandonate dalle amministrazioni.

Pensi che l’instabilità politica dei comuni influenzi sulla mala gestione delle iniziative del territorio?

“Assolutamente sì. Infatti i sindaci che salgono al potere non mettono in atto piani per il futuro, perché sanno che la loro politica sarà breve, dunque non investono in progetti che mirano allo sviluppo concreto di territori. La precarietà politica di questi territori li ammala fino alla radice, rendendo impossibile una visione a lungo termine di progresso per l’Area Nord.”

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