Dopo oltre 40 anni, e con un quadro giudiziario sempre più solido, testimoniato da numerose sentenze, era francamente difficile immaginare che attorno all’anniversario della strage di Bologna si generassero ancora polemiche. Ciononostante, anche quest’anno abbiamo dovuto assistere a un triste spettacolo – con protagoniste anche due delle massime cariche dello Stato – messo in scena da esponenti della destra che ancora faticano a riconoscere le responsabilità neofasciste del 2 agosto 1980.
Se già, infatti, il coinvolgimento dell’eversione neofascista sia una verità giudiziaria tuttora indigesta per alcuni, ancor più forte è il rifiuto di ogni legame – anche solo culturale – con il brodo di coltura in cui la strage è stata concepita.
Eppure, il legame tra l’eversione nera e l’attuale destra di governo è ormai indiscutibile: altro che “spontaneismo”, i NAR di Fioravanti e sodali erano inseriti in una rete eversiva in cui la P2 era uno dei vertici (più testimonianze indicano inoltre lo stesso Fioravanti come probabile killer di Mino Pecorelli e Piersanti Mattarella), ma un ruolo importante era giocato anche da Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo. ON era una filiazione diretta – tramite il Centro studi Ordine Nuovo, fondato da Pino Rauti – della destra dell’MSI, la cui fiamma è tuttora presente nel simbolo di Fratelli d’Italia. (http://sentenza cavallini)
Ma i legami tra MSI ed eversione nera erano molteplici: Mario Tedeschi, per anni senatore del MSI, figura tra i mandanti dell’attentato di Bologna. Paolo Bellini, anche lui condannato per Bologna, successivamente in opachi rapporti con i servizi segreti e coinvolto negli anni Novanta nella strategia stragista della mafia, testimoniò di essere entrato nella rete dell’eversione per ordine di Giorgio Almirante, segretario del MSI, con cui aveva lungamente collaborato. (http://sentenza Bellini)
Leggendo le sentenze, legami come questi si snodano corposi come un filo di sangue tra la destra, questa e numerose altre stragi e “misteri” italiani.
In sostanza, quando Paolo Bolognesi, che rappresenta l’associazione dei familiari delle vittime di Bologna, sottolinea radici comuni tra gli autori della strage e la destra attualmente al governo, non fa altro che sintetizzare una oscura e imbarazzante verità, che dovrebbe inquietare tutti i cittadini dotati di buon senso e memoria storica.
Sono pienamente d’accordo, con quanto affermato da Paplo Bolognesi: c’è un filo nero che tiene insieme mandanti ed esecutori del vile gesto, con la destra attuale e di governo.