Spesso ci lamentiamo del panorama musicale nazionale e internazionale perché segnati, a nostro avviso, da una certa mediocrità, tuttavia, qualche volta, non mancano eccezioni degne di attenzione. Tra queste emerge quella di Max Gazzè che il 15 maggio ha pubblicato il suo nuovo lavoro in studio: L’ornamento delle cose secondarie. Il musicista bolognese, nell’arco della sua carriera, non ha mai smesso di sperimentare, tenendosi lontano da formule più commerciali uguali e piatte, sonorità originali senza mai smarrire la propria identità. Una autenticità distante dalle facili logiche del mercato che misura il valore artistico di Max Gazzè.
Ed è stato proprio lui a spiegare quanto sia stata particolare la genesi di questa ultima discografia, poiché le canzoni, non partono da composizioni complete, ma da frammenti musicali concepiti oltre 20 anni fa, rimasti a lungo incompleti e da testi mai utilizzati che adesso finalmente hanno trovato la loro forma.
Gazzè ha fatto anche sapere che i 20 brani sono stati registrati in una accordatura a 432 Hz, nella cosiddetta tonalità aurea che dà agli strumenti un timbro più soft, ma anche più particolare.
Una soluzione che dice molto della natura di questo progetto, pensato con una formula ben precisa e originale. Album interamente registrato in maniera totalmente analogica, registrando su nastro e non con Pro Tools come si fa oggigiorno, il suo è stato un modo di superare la schiavitù del computer e dell’intelligenza artificiale. Infatti, sono stati mantenuti anche gli eventuali errori di registrazione, andando anche contro quella tendenza per cui i dischi devono sembrare perfetti da ogni punto di vista.
Sul piano stilistico, si nota un forte richiamo a Franco Battiato. In molti, ascoltando questa nuova impresa, hanno riconosciuto l’eco del cantante siciliano, di cui, trent’anni fa, apriva proprio i suoi spettacoli.
Sarà anche per questo motivo che il bassista abbia voluto ricordarlo con particolare intensità poiché Battiato ha rappresentato per lui una presenza profonda, quasi paragonabile a quella di un secondo padre. Ciò non meraviglia perché anche chi non ha avuto contatti personali con Battiato gli è grato per aver lasciato un patrimonio umano e musicale di straordinario valore.
Probabilmente l’insegnamento più grande dato a Gazzè è stato proprio quello di mostrare ciò che deve fare un vero musicista: fare musica come gesto intimo, necessario, svincolato dalle mode e dalle classifiche. Max Gazzè , infatti, ha seguito questo insegnamento in quanto non rincorre il successo facile, non sente il bisogno di dimostrare qualcosa: continua semplicemente a seguire il proprio istinto, con la libertà e la consapevolezza di chi ha trovato da tempo la propria strada.
Tracklist del disco:
| 1) Il contadino magro |
| 2) L’eremita – parte II |
| 3) Intermezzo bianco |
| 4) Facce da vecchi |
| 5) Amo – Max Gazzè |
| 6) Da piccolo |
| 7) Sorriso largo |
| 8) Cherubini scalzi |
| 9) La legge dell’etica |
| 10) Attriti |
| 11) La forma |
| 12) Il matrimonio di tua figlia |
| 13) Ali |
| 14) Io, Giuda |
| 15) Rumore |
| 16) Sul filo – parte II |
| 17) Fatto accaduto in estate |
| 18) Dio |
| 19) Terra madre |
| 20) L’oscurità |