Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti il 18 febbraio 2026 ha suscitato clamore e ha scosso la politica in un terremoto istituzionale che vede come protagonista il vertice della nostra Repubblica. Cerchiamo di comprendere nel dettaglio cosa è accaduto.
CHI È NICOLE MINETTI
Igienista dentale, ex consigliera regionale della Regione Lombardia particolarmente vicina a Silvio Berlusconi, condannata in via definitiva per i reati di peculato e favoreggiamento della prostituzione a una pena complessiva di tre anni e undici mesi, da scontare ai servizi sociali, nell’ambito dei processi Ruby bis e Rimborsopoli. Tuttavia, la pena alternativa non è mai stata eseguita a seguito della sospensione dell’ordine di esecuzione.
La Minetti ha ottenuto la grazia per motivi umanitari. Infatti, l’ex consigliera ha ottenuto la cancellazione della pena residua. Tale provvedimento di clemenza è stato adottato dal Capo dello Stato su proposta favorevole del ministro della Giustizia. Dopo la diffusione della notizia, il Quirinale ha inviato una lettera al Ministero della Giustizia chiedendo di acquisire informazioni.
A seguito di questa richiesta, il Quirinale ha poi rilasciato una nota in cui spiega che l’atto di clemenza è stato concesso alla luce delle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare di Nicole Minetti che necessita di assistenza e cure particolari presso ospedali specializzati. “La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore” è stato chiarito nella nota. (Vedi Precisazione in relazione alla concessione della Grazia a Nicòle Minetti).
COS’È LA GRAZIA?
L’art. 87 della Costituzione prevede, al comma undicesimo, che il Presidente della Repubblica possa, con proprio decreto, concedere grazia e commutare le pene. Si tratta di un istituto clemenziale di antichissima origine che estingue, in tutto o in parte, la pena inflitta con la sentenza irrevocabile o la trasforma in un’altra specie di pena prevista dalla legge (ad esempio la reclusione temporanea al posto dell’ergastolo o la multa al posto della reclusione). La grazia estingue anche le pene accessorie, se il decreto lo dispone espressamente; non estingue invece gli altri effetti penali della condanna (art. 174 c.p.).
Pertanto, mediante tale concessione il Presidente della Repubblica può decidere di condonare in tutto o in parte una pena, oppure di sostituirla con una meno grave.
La domanda di grazia è diretta al Presidente della Repubblica ma deve essere presentata al Ministero della Giustizia e può essere concessa con condizioni e, in alcuni casi, è stato oggetto di controversie e ricorsi, a dimostrazione che non si tratta di un atto totalmente insindacabile.
La concessione della grazia per motivi umanitari non è un caso isolato. Già in passato si sono verificate situazioni discusse. Il caso più eclatante fu quello della grazia concessa da Giorgio Napolitano a Ovidio Bompressi, autore materiale dell’omicidio del commissario Calabresi. L’iter di grazia avviato dal Presidente della Repubblica Ciampi si fermò per il rifiuto del ministro della Giustizia Roberto Castelli di controfirmare il decreto. Dopo l’intervento della Corte Costituzionale, Giorgio Napolitano divenne presidente della Repubblica, firmò il decreto e Bompressi venne scarcerato. In seguito a questo episodio, la Consulta pose dei limiti stabilendo che la grazia può essere concessa dal Presidente solo per “eccezionali e straordinarie ragioni di carattere umanitario, escludendo tassativamente la concessione di provvedimenti clemenziali per ragioni politiche o a causa mista”.
IL CASO
La notizia della grazia concessa a Nicole Minetti è dilagata rapidamente, al punto che il Fatto Quotidiano (vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/04/27/minetti-ha-fatto-causa-per-avere-il-bambino-che-le-e-valso-la-grazia/8367365/) ha condotto un’inchiesta che portato alla luce presunte irregolarità nelle motivazioni e sui presupposti del provvedimento.
La Minetti ha ottenuto la grazia per motivi umanitari. Infatti, ha adottato un bambino in condizioni di salute precarie, che nell’istanza viene presentato come “abbandonato alla nascita” senza legami familiari. L’accoglimento familiare in oggetto, legato alle condizioni di salute precarie del piccolo, ha portato quindi al procedimento in favore di Minetti.
La zona d’ombra è rappresentata dal fatto che, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, il bambino avrebbe una madre biologica in Uruguay per la quale le autorità locali avrebbero recentemente emesso un ordine di rintraccio a suo nome: il 14 aprile, quattro giorni dopo il primo articolo del Fatto Quotidiano.
Di fronte a questa serie di informazioni giornalistiche, la Procura generale di Milano ha quindi aperto nuove verifiche, coinvolgendo anche l’Interpol per controlli internazionali, dalle quali è, però, emerso che la procedura di adozione sarebbe stata portata avanti correttamente da parte di Minetti e del compagno.
Il sostituto procuratore, Gaetano Brusa, che all’epoca della richiesta si è occupato degli accertamenti, ha dichiarato all’ANSA: “Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero. La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L’acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri”.
LA POSIZIONE DI NORDIO
La posizione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio resta controversa. La responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha chiesto le sue dimissioni, sostenendo che la permanenza del ministro a via Arenula sarebbe ormai dannosa in virtù della gestione approssimativa del caso Minetti.
In aggiunta, il caso in questione ha portato all’avvio di un’azione risarcitoria esperita in sede civile da parte del Ministro Nordio nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset, a seguito del sostegno alla diffusione di notizie relative al caso Minetti, andate in onda nel corso della puntata della trasmissione “È sempre carta bianca” del 28 aprile 2026. La giornalista ha infatti affermato “La scorsa settimana voi sapete, se avete seguito la nostra trasmissione, che abbiamo ospitato Sigfrido Ranucci, che a proposito della vicenda della grazia a Nicole Minetti ha affermato che stava verificando un’ipotesi relativa alla presenza di Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti in Uruguay. Era, secondo Ranucci, solo un’ipotesi, è stato ripetuto più volte che si trattava appunto di qualcosa da verificare, a cui però il ministro della Giustizia ha potuto replicare immediatamente e direttamente esercitando naturalmente un legittimo diritto, telefonando in studio durante la nostra trasmissione”. Pertanto, Bianca Berlinguer ha fatto leva sul diritto di replica concesso al Ministro Nordio nell’ambito della trasmissione, affermando che non ci sono state irregolarità o false informazioni.
COSA POTREBBE ACCADERE
La concessione della grazia può essere revocata se venisse accertato che il provvedimento è stato ottenuto basandosi su presupposti falsi o mendaci. Nel caso di specie, le irregolarità potrebbero riguardare alcune informazioni mediche presentate nella domanda di grazia e l’effettiva gravità delle condizioni sanitarie del minore.
Politicamente e mediaticamente il caso resta discusso, ma per ora non risultano prove concrete di irregolarità tali da cambiare il parere favorevole dato sulla grazia. Le verifiche, tuttavia, sono ancora in corso e i magistrati milanesi attendono ulteriori riscontri e approfondimenti nei prossimi giorni.
CONCLUSIONI
L’udienza del tribunale di sorveglianza è rinviata al 12 giugno su richiesta della Procura generale, che sta facendo ulteriori verifiche. (https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/05/16/udienza-del-tribunale-di-sorveglianza-su-minetti-rinvio-al-12-giugno_6ffd6618-10e1-4f4f-a45c-32d4bccd9e29.html )
Ciò che colpisce di questo caso è in primis la circostanza preliminare alla richiesta di grazia. Nicole Minetti aveva infatti chiesto di poter accedere alla misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali, per poi procedere con la richiesta in oggetto.
L’interrogativo che sorge è: la giustificazione dei motivi umanitari può portare alla concessione della grazia? È stato fatto in buona fede o è stato un pretesto per ottenere la cancellazione della pena?
Molti sono gli interrogativi e poche le risposte. Non resta che attendere il 12 giugno.