Una classica donna inglese, ma dalle influenze latine e gli enormi gioielli d’oro, diceva il The Guardian: così è stata definita Phoebe Philo, una delle più influenti stiliste britanniche degli ultimi decenni.
Dalle origini al suo brand
Partita da Chloè come assistente di Stella McCartney (altra nota stilista britannica nonché figlia del più famoso Paul), poi divenutane la direttrice creativa nel 2001 fino al 2006, ha conquistato il cuore degli appassionati di moda con la sua estetica minimalista, le linee pulite e i colori tenui. È proprio così che Phoebe è riuscita a rialzare le redini di una maison parigina in decadimento: quella di Céline, di cui la stilista è stata direttrice creativa dal 2008 fino al 2018.
Da qui, la sua assenza ha sicuramente lasciato un vuoto nel suo pubblico, vuoto che però è stato colmato a inizio ottobre del 2023 con l’arrivo del suo brand omonimo, Phoebe Philo.
Le polemiche su Phoebe Philo
Tuttavia, c’è da dire che la sua carriera non è stata esente da polemiche. Prima di tutte, il disappunto sulla mancanza di diversità che caratterizzava le sue runways: tutte modelle bianche, alte e snelle che sfilavano a scapito del pubblico estremamente diversificato che comprava le costosissime borse Céline. Inclusione che con la sua ultima collezione sembra aver finalmente preso un po’ di piede. Ma non finisce qui.
A quanto pare questo agosto la stilista sarebbe stata accusata di sfruttamento e snobismo. Secondo anche ciò che dice la giovane influencer Katie Robinson (@katieerobinson_) e le recensioni anonime dei dipendenti, quello creato dalla Philo sarebbe un ambiente lavorativo estremamente tossico, caratterizzato da straordinari non pagati, insulti e continue sgridate spesso ingiustificate.
C’è da dire che storicamente, si sà, il mondo della moda di certo non è famoso per essere accogliente ed inclusivo, nonostante i cambiamenti degli ultimi anni, e che spesso realtà come quella di Valentino ai tempi di un amato Pierpaolo Piccioli, che più che una maison sembra una famiglia, non sono così comuni. Non bisogna dimenticare che la moda, così come la musica o il cinema sono ambienti estremamente duri, soggetti alle regole del mercato e al bisogno di “vendere”.
Ciò però non toglie che Philo è stata in grado di ribaltare un filone fashion (quello della moda degli anni 2000, fatta di charms, borse rosa, volant e vita bassa e cha sta trovando ampio spazio anche adesso grazie ai corsi e ricorsi della storia) verso un’estetica estremamente minimal e, diciamolo, di classe, suscitando ancora oggi un’influenza e un desiderio incredibile tra gli appassionati. E questo nonostante tutto.
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