C’è un nuovo modo di vivere la socialità a Napoli, e parte tutto da una cucina condivisa. Si chiama Home Cooking Napoli, il format ideato da un gruppo di giovani napoletani che hanno trasformato un gesto quotidiano come cucinare in un’esperienza relazionale ad alto valore umano. La location, per ora, è il B&B Mare e Stelle, il cui proprietario Antonio Ventucci è tra gli ideatori del progetto, che si trova al Corso Vittorio Emanuele: una terrazza naturale sul Golfo che aggiunge un layer emozionale forte, quasi cinematografico.
Qui non si viene per assistere, ma per partecipare. Non è un corso, non è una cena guidata, non è un evento tradizionale, ma è uno spazio fluido dove persone che non si conoscono si ritrovano a condividere tempo, gesti e storie. Si impasta, si taglia, si brinda, ma soprattutto si costruiscono connessioni.
Il risultato finale — il piatto — diventa quasi un pretesto.
«È un’esperienza che va oltre la cucina», racconta Claudia Pica. «Qui si crea un clima spontaneo, senza giudizio. Ognuno porta qualcosa, anche solo la voglia di stare insieme. E alla fine si esce con molto più di una ricetta».
Il format intercetta un bisogno preciso: uscire dalle dinamiche sociali superficiali e costruire relazioni autentiche, in modo naturale. Un obiettivo che passa da un’intuizione semplice ma potente: cucinare insieme abbatte le barriere.
«Quando metti le persone nella condizione di collaborare, cambia tutto», spiega Giuseppe Flavio Lauritano. «Non c’è imbarazzo, non c’è distanza. In pochi minuti si crea un gruppo. Ed è lì che succede qualcosa di vero».
Dietro questa operazione c’è una visione chiara e strutturata. Fabrizio Ciotola, imprenditore e networker, ha progettato Home Cooking Napoli come un format scalabile e replicabile. Non un evento spot, ma un modello. «L’obiettivo è costruire un network», sottolinea. «Vogliamo portare Home Cooking Napoli in altre strutture ricettive, creare un circuito e dare valore sia ai territori che alle persone. Oggi partiamo da Napoli, ma il format ha il potenziale per crescere».
L’intuizione è strategica: trasformare spazi ricettivi in hub esperienziali, andando oltre il concetto di ospitalità passiva. In questo scenario, i partecipanti non sono clienti ma attori, e l’esperienza diventa memorabile proprio perché co-creata.
In una città come Napoli, dove la convivialità è già parte del DNA culturale, Home Cooking Napoli riesce in un’operazione non banale: strutturare l’informalità senza snaturarla. Infatti, tra una padella e un brindisi, succede qualcosa che non si può pianificare ma solo facilitare: le persone si incontrano davvero.
Per partecipare basta contattare la pagina IG https://www.instagram.com/notonlycooking.it/ oppure la piattaforma https://www.weroad.it/wemeet.