The Unabridged: i diari di Sylvia Plath senza censura

Sylvia Plath, una delle figure letterarie più iconiche del XX secolo, è conosciuta principalmente per la sua raccolta poetica Ariel e per il suo romanzo autobiografico The Bell Jar, pubblicato poco prima della sua tragica morte per suicidio.

Tuttavia, oltre ai suoi scritti più famosi, Plath ha lasciato un’eredità intima e preziosa nei suoi diari, che hanno accompagnato la sua vita tormentata fino alla fine. Adelphi ha pubblicato questi diari in Italia in un’edizione ridotta di 400 pagine, mentre il diario originale contava più di 1000 pagine, suggerendo quanto sia stata manipolata l’immagine di Plath attraverso la censura.

L’edizione ridotta del diario dipinge un quadro di Sylvia come una donna ambiziosa, determinata a diventare una scrittrice di successo e costantemente alla ricerca dell’amore. Il diario narra anche la storia della sua vita con il poeta Ted Hughes, un rapporto che si sarebbe rivelato tanto creativo quanto distruttivo.

Sofferenza e modernità di Sylvia Plath

Nonostante il tentativo di far permanere quest’idea di Sylvia come donna ambiziosa e innamorata, in realtà leggendo tra le righe, emerge un quadro molto più complesso e inquietante, fatto di profonda sofferenza psicologica.

Plath, una donna dalla mentalità sorprendentemente moderna per il suo tempo, si trovava costretta in una società americana degli anni ’50 e ’60 che ancora imponeva rigide aspettative di genere. La pressione sociale e personale a conformarsi a un modello di donna relegata a ruoli precostituiti si riflette nei suoi scritti, e molti degli uomini della sua vita, incluso Ted Hughes, sembravano volerla costringere in questo schema limitante.

Ted Hughes, dopo la morte di Plath, ha giocato un ruolo cruciale e controverso nella gestione dell’eredità letteraria della moglie. Distrusse infatti la parte finale del suo diario, presumibilmente quella in cui Sylvia parlava degli abusi, sia fisici che psicologici, che subiva nel loro matrimonio, oltre ai tradimenti ripetuti da parte di Hughes. Non solo, ma Hughes ha anche curato la pubblicazione dei diari della moglie, apportando modifiche e censure per offrire un’immagine parziale e controllata della poetessa.

Questa manipolazione ci porta a interrogarci su quanto ci sia di autentico in questa edizione distillata dei diari e su quale immagine di Sylvia Plath venga offerta.

Una rappresentazione semplificatoria

L’edizione Adelphi, con le sue 400 pagine, riduce Plath a due dimensioni: quella della madre e della figlia, ignorando completamente l’importanza della sua sessualità e della sua identità più profonda come donna e scrittrice. In tal modo, priviamo Sylvia di una parte essenziale del suo essere e del suo vissuto.

Per gli appassionati di Sylvia Plath, la lettura del diario originale, per quanto incompleto a causa delle distruzioni di Hughes, è fondamentale per ottenere una visione più autentica e meno filtrata della vita e della personalità della poetessa.

Ad oggi la versione completa è disponibile solo in lingua inglese, dal titolo The Unabridged Journals of Sylvia Plath.
La versione ridotta e censurata toglie a Sylvia il diritto di raccontare la sua verità in tutte le sue sfaccettature, rendendo necessaria una rilettura critica della sua eredità letteraria e personale.

Valeria Marchese

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