Luci e ombre sulle vetture elettriche

Vetture elettriche, tra luci e ombre

Politica ed economia nell’immediato futuro dovranno andare incontro a diverse sfide globali. Una di queste riguarda sicuramente la mobilità, urbana e interurbana, un tema che per le sue problematiche deve sciogliere diversi nodi: quello della qualità dell’aria, della decongestione del traffico stradale e quello relativo alla sicurezza soprattutto dei pedoni e dei ciclisti.

Un argomento che non mette mai tutti d’accordo, soprattutto se si pensa al fatto che le decisioni variano dal Paese a Paese, o da continente a continente. La UE bandirà il motore termico nel 2035, una decisione che lascia allibiti, soprattutto alla luce del fatto che nel resto del mondo si continueranno a usare le auto a benzina e/o a diesel.

Veicoli elettrici, le obiezioni

Si dirà: “In Europa, per spostarci a un capo all’altro, si può contare su un efficientissimo sistema di trasporto pubblico”. In realtà non tutti i Paesi sono come l’Olanda o il Lussemburgo dove gli abitanti si muovono a bordo di biciclette o dove gli autobus e treni sono gratis. In altri Paesi, come l’Italia, i mezzi pubblici sono cari e il parco macchine viene rinnovato lentamente, come sottolinea questo report di Greenpeace risalente all’anno scorso.

Si dirà “Ma i combustibili fossili inquinano!” Certo che sì, ma davvero tanto combustibile fossile viene utilizzato dalle nostre auto? Si sa che il petrolio e il gas utilizzato per le utilitarie è un terzo della produzione mondiale, gli altri due terzi vengono utilizzati dall’industria energetica, da aerei e navi che trasportano merci e naturalmente anche dall’industria bellica.

Perché in Europa si vuole puntare tutto sull’elettrico? Perché quasi tutte le case automobilistiche non hanno mai avuto occasione più ghiotta per far cambiare auto alle persone. Così le care utilitarie, che consentono di andare al lavoro e non solo, in un prossimo futuro dovranno essere rottamate perché non ci sarà più il carburante.

Così per metterci al passo coi tempi saremo costretti a comprare un’auto elettrica. Il mercato che produce berline full electric, per il momento molto care, ci costringerà ad assoggettarci alla sua volontà e purtroppo non sono più i tempi di Henry Ford, imprenditore che unì l’utile al dilettevole: sfondò il mercato guadagnando con una vettura semplice ed economica alla portata di tutti.   

Il nodo batterie

Sicuramente le vetture elettriche sono utili per chi si sposta in città, ma sui viaggi di lunga durata il motore termico è ancora il punto di riferimento. Non è un caso che il massimo dei kilometri che si possano fare con un “pieno di elettricità” siano 400-450 km, distanza che verrà ridotta quando, a causa dell’usura, diminuirà l’efficienza delle batterie.

Sotto la lente di ingrandimento ricade anche il tempo di ricarica. Ci vogliono 8 ore per riempire la batteria con una presa domestica; 2 ore con una colonnina da 22 kW e 30 minuti con una colonnina da 50 kW, senza contare che l’energia prodotta nel nostro paese è composta dal 60% da fonti fossili e il 40 da quelle rinnovabili.

Ma l’Europa è convinta che il cambiamento porterà benefici generalizzati, e poiché, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, noi ci chiediamo: i maggiori benefici a chi andranno?

Link alla foto: https://pixabay.com/it/photos/strada-veicolo-auto-5375897/

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