Domenica 14 settembre 2025, alle ore 11:00, il Giardino dell’Orco, sul Lago d’Averno, ospiterà gli Epo, storica band della scena musicale napoletana guidata da Ciro Tuzzi. Per l’occasione il gruppo si esibirà in una formazione speciale, ripercorrendo in un live nostalgico e intenso la loro carriera, dal primo disco fino alle produzioni più recenti. Un appuntamento che celebra musica e solidarietà, trasformando uno dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei in un palcoscenico di impegno civile.
Una voce da Gaza
L’evento nasce per sostenere Alaa Rajab Abdel Rahman Radwan, giovane madre di Gaza, e la sua bambina Sham. La loro storia è quella di una vita spezzata dalla guerra: Alaa è stata abbandonata dal marito fin dalla nascita di Sham, ha perso il padre durante un bombardamento, soffre di una malattia autoimmune e oggi sopravvive insieme alla figlia in un accampamento, senza risorse per affrontare fame e malattia. Prima del conflitto lavorava con passione come sarta e creativa, disegnando e modificando abiti; oggi la sua quotidianità è ridotta a una lotta continua per nutrire Sham, in un contesto in cui i prezzi del cibo hanno raggiunto cifre insostenibili – fino a 40 dollari per un chilo di pomodori e 300 per un chilo di carne.
La storia di Alaa e Sham è solo una tra le tante vite fragili che restano invisibili, che sopravvivono ogni giorno tra dolore e difficoltà, di cui quasi nessuno conosce i dettagli. In ogni angolo della Striscia di Gaza, madri, bambini e famiglie intere affrontano condizioni disumane, in un silenzio che spesso nasconde tragedie inimmaginabili. Raccontare queste storie significa riconoscere la dignità di chi lotta, spesso senza alcuna rete di sostegno, e dare voce a chi sopravvive nonostante tutto.
Una band tra musica e identità
Gli Epo nascono a Napoli nel 2000 dall’incontro tra la sensibilità cantautorale di Ciro Tuzzi e la visione produttiva di Mario Conte. Fin dagli esordi si distinguono per una scrittura che intreccia rock, pop ed elettronica, conquistando rapidamente un posto di rilievo nella scena indipendente italiana
Il debutto con Il mattino ha l’oro in bocca (2002) li consacra tra le voci più interessanti del panorama alternativo: calcano il palco del Premio Ciampi e ottengono il terzo posto al premio Fuori dal Mucchio come miglior album d’esordio. Con Silenzio Assenso (2007) arrivano consensi di pubblico e critica per un pop-rock dal respiro internazionale. La maturità arriva con Ogni cosa è al suo posto (2012), arricchito dalle collaborazioni con Marina Rei e Giovanni Truppi. Nel 2016, grazie al crowdfunding, pubblicano l’EP Serpenti, seguito da Enea (2019), primo disco con SoundFly, che fonde tradizione partenopea e influenze globali con i fiati di Roy Paci e gli archi di Rodrigo D’Erasmo.
Tra i progetti più recenti spicca il Silenzio Assenso ReLoad Tour 2025, che li ha riportati in scena con la formazione attuale: Tuzzi (voce e chitarra), Michele De Finis (chitarra), Jonathan Maurano (batteria), Gabriele Lazzarotti (basso) e Mauro Rosati (tastiere).
Suoni e solidarietà: un ponte tra mondi lontani
L’evento rappresenta un crocevia ideale tra cultura, diritti e natura. Il concerto è un invito a vivere la musica come strumento di consapevolezza e solidarietà, creando un ponte tra Napoli e Gaza, tra territori lontani ma uniti dal desiderio di dignità e futuro. In un mondo in cui i diritti umani spesso restano parole astratte, questa è un’occasione per renderli tangibili.
L’ingresso prevede un contributo di 10 euro, interamente devoluto a sostegno di Alaa e della piccola Sham. I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione tramite questo link: prenota qui il tuo posto.
Per chi non potrà partecipare ma desidera comunque contribuire, è attiva la raccolta fondi, promossa da Renata Citarella, organizzatrice e sostenitrice della campagna: Sostieni Alaa e Sham su GoFundMe.