VitignoItalia 2025: giovani produttori, pubblico internazionale e grandi vini

Prosegue con entusiasmo la 18ª edizione di VitignoItalia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani in corso fino a domani, martedì 13 maggio, alla Stazione Marittima di Napoli. Dopo un’apertura intensa, anche la seconda giornata ha registrato un’affluenza importante, con pubblico qualificato e numerosi turisti internazionali che hanno trasformato la manifestazione in un punto di incontro strategico tra cultura enologica, mercati esteri e nuove generazioni del vino italiano.

«VitignoItalia è oggi un hub tra il vino italiano e il pubblico globale – afferma Maurizio Teti, direttore della manifestazione –. Napoli è la porta del Mediterraneo e la Stazione Marittima è una location unica, dove il mondo del vino incontra culture e interlocutori diversi. L’affluenza di questi primi due giorni ha confermato la bontà del nostro format, che coniuga qualità dell’offerta, bellezza del contesto e apertura ai mercati».

Con oltre 300 cantine presenti e più di 1000 etichette in degustazione, VitignoItalia 2025 ha messo in luce non solo l’ampiezza del panorama vitivinicolo nazionale, ma anche la vivacità dei nuovi protagonisti del settore. Come Emilia Pizza, giovane produttrice della Tenuta del Meriggio a Montemiletto: «Il mio obiettivo è portare a tavola un vino che racconti il lavoro in vigna, la selezione attenta delle uve e il dialogo continuo con clienti e agenti. Per me l’esperienza conta: accogliere i visitatori in azienda, offrire degustazioni e passeggiate tra i filari è un modo diretto per costruire un rapporto vero. E noto con piacere un rinnovato interesse verso i bianchi, anche nella quotidianità».

VitignoItalia 2025 si conferma anche come momento cruciale per il posizionamento del vino italiano sui mercati internazionali. La collocazione della Stazione Marittima, con il flusso costante di navi da crociera, ha permesso un contatto diretto con buyer e wine lover stranieri, particolarmente curiosi di esplorare le denominazioni locali. «Ho trovato l’organizzazione impeccabile e grande varietà di vini – racconta Ivan Vigilante, tra i visitatori più attenti –. È un’occasione rara per scoprire etichette nuove e conoscere direttamente i produttori». Dario Esposito, appassionato e cliente abituale di eventi enologici, sottolinea invece «la qualità diffusa e la possibilità di confrontarsi direttamente con chi sta dietro alle bottiglie: una dimensione che arricchisce davvero l’esperienza».

Non è mancata l’attenzione alla qualità e alla sperimentazione. Sandro Melluso, sommelier napoletano, ha elogiato la selezione delle cantine e, in particolare, una scoperta dalla Sicilia: «Il Terre Siciliane Bianco IGT vendemmia tardiva “El Aziz” di Cantine Fina è stato per me uno dei picchi della giornata: un bianco complesso, aromatico, equilibrato, che riesce a raccontare il territorio in modo moderno ma identitario». VitignoItalia prosegue domani con l’ultima giornata, confermandosi evento di sistema per la filiera vinicola e un’occasione concreta per parlare di territorio, internazionalizzazione e futuro del vino italiano.

di Pierluigi Fusco

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