ReStart Scampia: la vittoria dei cittadini

Certi luoghi comuni sono difficili da sradicare specialmente quando si parla di zone periferiche cittadine, quando poi esse occupano le pagine delle cronache è difficile ridimensionare ciò che invece è insito nell’immaginario collettivo a causa dell’eterno conflitto tra centro e periferia.

Il centro cittadino è spesso dipinto come come una favola in cui tutto va bene, favola che cozza contro l’extra moenia che, viene dipinta come zona di spaccio, criminalità, degrado economico e sociale. Napoli, però, è una città dalle mille anime, impossibile da racchiudere in una sola immagine. Chi non l’ha mai vissuta davvero difficilmente può coglierne tutte le sfumature, quei mille culore cantati da Pino Daniele. Eppure, quando ci si allontana dai quartieri più benestanti, quali  Posillipo o il Vomero, troppo spesso lo sguardo si ferma alle apparenze e non va in profondità.

Ma è proprio nell’Area Nord, come ha ricordato più volte Enzo Avitabile, che affiora lo spirito più autentico di Napoli: ribelle, tenace e capace di farsi strada tra mille difficoltà.

Proprio come è accaduto a Scampia. Il quartiere di Scampia, appartenente alla VIII Municipalità, può essere paragonato ad un vero e proprio comune dato che vanta circa 40.000 abitanti – numero quasi pari agli abitanti della città di Mantova-  ma è sfornito di adeguati strumenti amministrativi pari a quelli dei comuni di pari densità abitativa.  

Dopo il terremoto del 1980 l’intero quartiere si è fatto carico del grande peso dell’emergenza abitativa durante il quale la criminalità organizzata ha trovato terreno fertile per mettere radici e far nascere il business dello spaccio di stupefacenti che per decenni a livello nazionale e mondiale ha rappresentato il volto del quartiere.  

Nell’ultimo decennio, però, Scampia ha vissuto un forte processo di rigenerazione dal basso grazie all’impegno dei cittadini, delle associazioni e organizzazioni locali presenti sul territorio. Un cambiamento che ha richiesto tempo, pazienza e persone disposte a esserci e a crederci, anche quando sembrava che nulla potesse cambiare. Parroci coraggiosi, professori e persone comuni si sono esposte in prima linea per prendersi cura del quartiere, costruendo dal basso quel modello Scampia paradigma da applicare in altri territori complicati.

Oggi i ragazzi non vedono più nella criminalità un modello da seguire, grazie alle nuove possibilità di crescita e di inserimneto in ambienti nuovi e protetti, quello che prima era pura utopia. All’epoca l’alternativa alla criminalità era fuggire dal territorio, mentre oggi, finalmente molti hanno il coraggio di restare.

Infatti per i teenager possono intraprendere qualsiasi attività: dai percorsi di musica a quelli di artigianato, possono imparare diversi sport o imparare a ballare addirittura l’hip hop.

E in questo contesto che è nato il progetto Restart Scampia, un progetto edilizio voluto dai comitati del quartiere e dal comune per riqualificare l’area del Lotto M, dove sorgevano le quattro delle famigerate vele, per la realizzazione di 433 nuovi alloggi accompagnati da servizi locali, aree pubbliche e una nuova viabilità di quartiere. (https://www.comune.napoli.it/articolo_tematico/urbanistica-patrimonio-politiche-per-la-casa-cimiteri-cittadini/rigenerare-comunita/restart-scampia/)

Alla data del 2 ottobre 2026 il progetto ha raggiunto una nuova tappa significativa con il completamento delle prime tre palazzine del lotto M — A1, A2 e A3 — per un totale di circa 97 nuovi alloggi. Prossimamente, quindi, le prime 100 famiglie potranno prendere possesso dei nuovi appartamenti più luminosi e più accoglienti rispetto a quelli di prima. Finalmente una vittoria per chi in questi anni ha lottato per la dignità di tutte quelle persone che vivevano in case fatiscenti.

Ma non finirà qui perché con ReStart Scampia ci saranno nuovi servizi sociali, il ripristino e la valorizzazione delle aree verdi e degli spazi destinati alla comunità locale. Sono stati ancche ideati locali commerciali al pian terreno delle nuove palazzine. A ciò si aggiunge la riqualificazione della Vela Celeste, l’unica destinata a sopravvivere e ad accogliere nuove funzioni pubbliche e culturali.

Resta, però, nel quartiere una ferita ancora aperta: la Villa Ciro Esposito. Chiusa da anni e, nonostante le numerose promesse, i residenti continuano ad aspettare senza sapere quando questo spazio così importante sarà finalmente restituito alla cittadinanza.

foto in copertina: sito del Comune di Napoli https://www.comune.napoli.it/articolo_tematico/urbanistica-patrimonio-politiche-per-la-casa-cimiteri-cittadini/rigenerare-comunita/restart-scampia/

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