La cultura invade Scampia e Secondigliano

I quartieri popolari costituiscono il fulcro vitale dei grandi agglomerati urbani, ma spesso hanno, come Scampia e Secondigliano, attaccati addosso l’etichetta di zone di degrado e illegalità. Tuttavia, senza negare la presenza di queste criticità territoriali, una narrazione stereotipata tende a offrire una visione parziale della realtà. “

Nell’area Nord di Napoli c’è un grosso pregiudizio: chi ci abita viene spesso dipinto come se fosse parte integrante di una spirale del malaffare, una “Gomorra” immaginata da chi probabilmente non ci ha mai trascorso neanche 5 minuti del proprio tempo.

E proprio qui artisti di rilievo quali Enzo Avitabile e James Senese hanno vissuto e operato con orgoglio in questi contesti periferici, avendovi riconosciuto l’espressione più autentica dell’identità e dello spirito partenopeo.

Sappiamo però che particolari etichette sono difficili da cancellare, soprattutto quando nessuno prova davvero a contrastare il determinismo ambientale. Infatti molti credono che chi vive tra la settima e l’ottava municipalità o è connivente con la criminalità o preferisce girarsi dall’altra parte. Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, inizialmente fu ritenuto, come dimostrano i titoli dei giornali dell’epoca, uno spacciatore, o addirittura un corriere.

Eppure tra le costruzioni di cemento e amianto delle case popolari si nasconde anche molta bellezza, a differenza della city, ci sono ampi spazi verdi, scuole di ogni ordine e grado e laboratori sociali che offrono ai ragazzi centinaia di opportunità, che contribuiscono a sottrarre minori alle piazze di spaccio.

Grazie alla presenza di eroi silenziosi — parroci, professori e gente comune — luoghi destinati a essere soltanto fortini delle organizzazioni criminali sono stati trasformati. Ancora oggi queste persone combattono la camorra lontano dai riflettori, senza gesti eclatanti da prima pagina, ma con azioni concrete, silenziose e coraggiose, capaci di restituire dignità al territorio. Di loro non sentirete quasi mai parlare, perché le buone notizie hanno vita breve: non diventano virali come quelle negative, che alimentano paura e luoghi comuni.

È notizia di questi giorni che a Secondigliano e poi a Scampia apriranno due librerie, gestite entrambe dalla Marotta & Cafiero Editori, dando opportunità di lavoro a chi vive in una zona che ha il record nazionale di disoccupazione giovanile.

La casa editrice diretta da Rosario Esposito La Rossa ha sempre sostenuto la necessità di rimanere in periferia, dimostrando che i libri e la cultura non sono strumenti esclusivi di chi vive nei quartieri alti.

L’idea di base è dare finalmente un presidio culturale dove non si venderanno soltanto libri, ma si organizzeranno incontri con autori, scrittori, intellettuali e anche laboratori per bambini e ragazzi.

Si spera in un cambio di mentalità e di abitudini, poiché fino a oggi chi abitava nella settima e nell’ottava Municipalità e voleva acquistare un libro doveva fare il viaggio della speranza al centro di Napoli con la metro o con l’autobus; ora potrà comprarlo a pochi passi da casa sua, senza neanche ricorrere alle vetrine virtuali di Amazon.

“Qualcuno disse che con la cultura non si mangia, dimenticando — o non volendo riconoscere — che è un investimento capace di generare economia, dignità e futuro.

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